REC, SAB, vendita alimentare e somministrazione: guida

Vuoi aprire un ristorante, un bar, una pizzeria da asporto, un kebab o una gastronomia? Questa guida spiega cosa cambia tra requisito professionale ex REC/SAB, vendita alimentare e somministrazione di alimenti e bevande, con fonti istituzionali e casi pratici.

Che cosa sono REC e SAB?

Il REC (Registro esercenti il commercio) è un istituto storico, non un'iscrizione da ottenere oggi per aprire un nuovo esercizio. Il SAB indica comunemente il corso riconosciuto per il commercio e la somministrazione di alimenti e bevande. Non sono due licenze separate, né il corso SAB autorizza da solo ad aprire un ristorante.

La base nazionale dei requisiti professionali è l'articolo 71 del D.Lgs. 59/2010. Le eventuali vecchie iscrizioni REC vanno valutate alla luce della disciplina applicabile e delle verifiche del SUAP.

Quali requisiti professionali servono?

Per il commercio alimentare al dettaglio e per la somministrazione, nei casi soggetti all'art. 71, comma 6, è sufficiente uno dei requisiti alternativi previsti dalla legge: (1) corso professionale riconosciuto; (2) almeno due anni, anche non continuativi, negli ultimi cinque, di esperienza qualificata nelle condizioni di legge; (3) titolo di studio idoneo con materie pertinenti. Il requisito può essere posseduto dal titolare o rappresentante legale oppure dal preposto, secondo le regole applicabili. Restano necessari i requisiti morali.

Fonte: D.Lgs. 59/2010, art. 71.

Vendita alimentare, asporto e somministrazione: differenze

Vendita alimentare: commercio di prodotti alimentari, anche da portare via. Consumo sul posto: in determinate attività e nei limiti della normativa applicabile può essere ammesso il consumo immediato dei prodotti venduti senza servizio assistito. Somministrazione: attività di fornitura di alimenti e bevande per il consumo sul posto con modalità proprie dell'esercizio di somministrazione, soggetta alla relativa disciplina.

Attenzione ai tavoli: non esiste una soglia nazionale generale di “due”, “quattro” o “dieci” tavoli che trasformi automaticamente un esercizio in vendita senza somministrazione. Contano l'organizzazione del servizio, gli arredi, la tipologia di attività e le disposizioni regionali e comunali. Il Ministero ha esaminato anche il tema delle sedute e dei piani di appoggio nella risoluzione 75893/2013.

Quale titolo serve per ogni tipo di attività?

Attività Inquadramento di partenza Quando verificare anche la somministrazione
Ristorante e trattoria Somministrazione di alimenti e bevande È l'attività tipica; vendita da asporto aggiuntiva da verificare nel titolo presentato
Bar, pub, caffetteria Somministrazione Normalmente necessaria per servizio di consumazione al pubblico
Pizzeria con servizio al tavolo Somministrazione Servizio ai clienti ai tavoli
Pizzeria esclusivamente da asporto Produzione e/o vendita per asporto secondo l'inquadramento effettivo Se introduce consumo sul posto o servizio assistito
Kebab da asporto Preparazione e vendita per asporto, secondo il caso Se offre consumo sul posto con modalità riconducibili alla somministrazione
Gastronomia o rosticceria Vendita alimentare e/o produzione artigianale, secondo il caso Se il consumo sul posto supera le condizioni consentite
Alimentari e minimarket Commercio alimentare Se aggiunge un'attività autonoma di somministrazione
Panetteria o pasticceria Produzione artigianale e/o vendita, secondo il caso Se offre servizio di caffetteria o somministrazione non coperta dalle facoltà consentite
Gelateria Artigianato/vendita o somministrazione, secondo organizzazione In presenza di servizio e modalità di consumo proprie della somministrazione
Food truck e attività ambulante Commercio o somministrazione su area pubblica secondo titolo e norme locali Quando svolge effettivamente somministrazione, anche su area pubblica

La tabella descrive scenari tipici, non autorizzazioni automatiche: la classificazione dipende da attività concretamente svolta, normativa regionale, regolamenti locali e pratica SUAP.

SCIA, SUAP e autorizzazione: cosa cambia?

Il requisito professionale è personale; il titolo amministrativo riguarda invece l'attività e il locale. L'art. 64 del D.Lgs. 59/2010 prevede generalmente la SCIA al SUAP per la somministrazione, mentre nelle zone soggette a tutela può essere richiesta un'autorizzazione. Occorre verificare anche eventuali procedimenti relativi alla vendita, all'attività artigianale, all'uso dei locali e alla sicurezza.

Fonte istituzionale: Impresa in un giorno — FAQ sull'apertura di un ristorante.

HACCP, notifica sanitaria e requisiti dei locali

Il possesso di un requisito professionale non sostituisce gli obblighi di igiene e sicurezza alimentare. Occorre verificare registrazione/notifica sanitaria dell'attività alimentare, procedure basate sui principi HACCP, formazione, idoneità dei locali, conservazione, allergeni e sicurezza degli impianti. Gli adempimenti dipendono dall'attività e dall'autorità competente. La semplice vendita per asporto non esonera da tali obblighi.

Riferimento europeo: Regolamento (CE) 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari.

Perché Comune e Regione possono cambiare la risposta?

Le regole applicative sul consumo sul posto non sono identiche ovunque. Ad esempio, il Regolamento Lazio 10/2022, art. 19, disciplina il consumo sul posto negli esercizi di vicinato senza servizio assistito. La Lombardia disciplina i requisiti professionali nell'art. 66 della L.R. 6/2010. Non è corretto applicare automaticamente una regola locale a tutta Italia.

Controlli da fare prima di affittare o acquistare un locale

  1. Descrivere precisamente preparazione, vendita, asporto, consegna, consumo sul posto e servizio ai tavoli.
  2. Individuare l'inquadramento amministrativo con il SUAP competente.
  3. Verificare requisiti morali e professionali del titolare o preposto.
  4. Accertare destinazione d'uso, conformità edilizia e requisiti igienico-sanitari.
  5. Verificare notifica sanitaria, HACCP, impianti, ventilazione e sicurezza.
  6. Presentare le pratiche previste prima di iniziare l'attività.

Questa guida informa sui criteri generali; non sostituisce la valutazione dell'ufficio competente sul singolo progetto.

Attrezzature professionali per le diverse attività

La scelta delle attrezzature dipende dal tipo di preparazione e servizio, non dal solo nome commerciale del locale. Per progettare una cucina o un punto vendita è utile confrontare attrezzature per la linea cottura, cucine professionali usate, forni professionali, friggitrici e piastre di cottura. Per gli impianti a gas nei locali sotto abitazioni leggi anche la guida sulle limitazioni comunali.

Fonti ufficiali e aggiornamento

Riferimenti primari: D.Lgs. 59/2010, art. 71; portale istituzionale Impresa in un giorno; MIMIT, risoluzione 75893/2013; Regione Lazio; EUR-Lex, Reg. 852/2004. Verificare sempre la versione vigente e le indicazioni del SUAP territorialmente competente.

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